Agorà del Presidente

null Un ricordo di Peppino Caldarola

21/09/2020
Commemorazioni

‘Non scriverò più di politica’ aveva detto Peppino due anni fa, non si riconosceva in una politica senza politica, gestita “da energumeni”: diceva di non essere capace di scrivere ‘usando il loro steso linguaggio’. Era un uomo libero e lucido di pensiero, non mandava il cervello all’ammasso. Per tornare ad esprimersi, attendeva un tempo nuovo, nel quale le vecchie e le nuove generazioni sapessero ritrovarsi insieme, avere una visione comune, un progetto di società.
Da politico fuori del coro, aveva sempre compreso l’Italia e gli Italiani e non nascondeva il disagio per una società incattivita, egoista, priva di valori, lontana dall’etica della partecipazione e della condivisione, qual era quella che si mostrava ai suoi occhi. Da uomo di cultura e giornalista (per due volte direttore dell'Unità, vicedirettore di Rinascita, fondatore di Italiaradio), soffriva la cattiva deriva dei tempi. Non poter più essere, con la Sinistra italiana, a difesa “strenua dell’Italia che stava male e dell’Italia che voleva progredire”, lo aveva convinto ad occuparsi di politica solo come cittadino, pronto a tornare in prima linea in ogni momento in cui avrebbe ‘avvertito un pericolo democratico”. Peppino era questo, uno straordinario interprete della società, della storia e dei tempi. Lo è sempre stato. Ci mancherà’. (fel)