Agorà della Presidente

null Giornata internazionale delle persone con disabilità

03/12/2021

“Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono” diceva Ezio Bosso. 
Quanta verità in queste parole…
Perché una sedia a rotelle non impedisce di fare una passeggiata o di viaggiare, la cecità non impedisce di incontrare le persone, andare a mangiare qualcosa fuori con gli amici, perdere un braccio o una gamba non impedisce di fare sport. 
In parte dipende dalla forza di volontà, in parte dalle opportunità, il resto dal contesto sociale, che può decidere di stringere in un angolo chi quella disabilità ce l’ha oppure di migliorare e migliorarsi rimuovendo gli ostacoli.

Sono tante, troppe ancora le ingiustizie e le criticità che vive sulla propria pelle chi si trova in una condizione di disabilità, che sia motoria, intellettiva, sensoriale, relazionale. Ma molto prima di abbattere le barriere architettoniche bisogna abbattere il silenzio e i pregiudizi che gravitano colpevolmente intorno alle fragilità e alle diversità.

La pandemia purtroppo ha peggiorato le condizioni di vita delle persone con disabilità: dalle difficoltà nell’assistenza domiciliare ai problemi che riguardano il sostegno scolastico, la didattica a distanza ha penalizzato gli alunni disabili, fino all’inclusione lavorativa, in Italia meno del 30% delle persone con disabilità ha un lavoro, con picchi del 95% per le persone con autismo, per non parlare della violenza di genere sulle donne disabili che ha visto un’impennata nei lockdown.

Non si può aspettare, bisogna agire subito, approfittare della grande occasione dei fondi del Pnrr, a partire dal ripensamento dei servizi: da luoghi di accoglienza esclusivi e riservati, a luoghi che assumano un mandato più largo dell'accoglienza, di accompagnamento della vita. E il Dopo di Noi e la trasformazione che i Centri diurni hanno vissuto in epoca Covid sono certamente due esempi di un percorso possibile. 

Avere pari diritti è uno dei principi fondanti delle democrazie, tra le quali, grazie a Dio, quella italiana.